Quando torniamo a casa dopo una giornata lavorativa o da alcune commissioni, siamo abituati a trovare i nostri amici a quattro zampe sul divano a riposare o pronti a giocare con noi con una pallina in bocca. Ma nonostante le loro dolci ed amorevoli sembianze, cani e gatti sono dei veri carnivori. Niente paura, non ci mangeranno durante la notte, ma bisogna scegliere una adeguata dieta in base alle loro necessità di specie.
Le due specie, infatti, appartengono entrambe all’ordine dei Carnivori, ma non seguono la classificazione successiva: quella del sottordine, in cui troviamo i cani tra i Caniforme, mentre i gatti tra i Feliforme. Le differenze non si vedono solo esteriormente nel loro aspetto, ma si presentano soprattutto all’interno, a livello anatomico e metabolico.
Come funziona il metabolismo del cane
In particolare, il cane è definito come carnivoro facoltativo, in quanto capace di ottenere nutrimento anche da alimenti vegetali. Il suo intestino è più lungo rispetto ad un normale carnivoro e con alcuni enzimi, definiti amilasi e prodotti dal pancreas, è capace di digerire gli amidi presenti nei carboidrati. Queste modifiche anatomiche e metaboliche, anche rispetto al suo antenato lupo, derivano dal fenomeno della domesticazione ossia l’avvicinamento all’uomo, avvenuta circa 12.000 anni fa.
Il gatto, carnivoro a tutti gli effetti
Il gatto viene definito carnivoro obbligato, in quanto non è capace di ottenere sufficienti nutrienti da alimenti diversi da quelli di origine animale. Sebbene anche per lui sia avvenuta una domesticazione più tardiva rispetto al cane (circa 7000 anni fa), il gatto ha mantenuto alcune delle caratteristiche tipiche del carnivoro selvatico: denti affilati per strappare la carne, intestino corto che non permette abbondanti fermentazioni dei componenti vegetali e scarsa produzione di alcuni enzimi, come le amilasi nominate sopra. Nonostante il blando adattamento con l’alimentazione offerta dall’uomo (principalmente a base di cereali e vegetali) – basti pensare alla sua capacità di digerire i croccantini per gatti i quali presentano una quota di carboidrati – il gatto necessita di nutrienti di origine animale, perché il suo organismo non ha sviluppato sufficientemente determinati meccanismi di sintesi di alcune molecole, che risultano essenziali da introdurre con la dieta.
Bibliografia:
Linda P. Case, Leighann Daristotle, Michael G. Hayek, Melody Foess Raasch, Canine and Feline Nutrition (Third Edition), Elsevier, 2011.
AIVPA JOURNAL – Italian journal of companion animal practice – 2/2017, Adattamenti morfofunzionali dell’apparato digerente del gatto indotti dalla domesticazione
Wikipedia, canis lupus familiaris
Wikipedia, felis catus







