Cani e gatti: carnivori si, ma un po’ differenti!

Le differenze tra cani e gatti non si vedono solo esteriormente nel loro aspetto, ma si presentano soprattutto all’interno, a livello anatomico e metabolico.
Blog carnivori, cani e gatti

Quando torniamo a casa dopo una giornata lavorativa o da alcune commissioni, siamo abituati a trovare i nostri amici a quattro zampe sul divano a riposare o pronti a giocare con noi con una pallina in bocca. Ma nonostante le loro dolci ed amorevoli sembianze, cani e gatti sono dei veri carnivori. Niente paura, non ci mangeranno durante la notte, ma bisogna scegliere una adeguata dieta in base alle loro necessità di specie

Le due specie, infatti, appartengono entrambe all’ordine dei Carnivori, ma non seguono la classificazione successiva: quella del sottordine, in cui troviamo i cani tra i Caniforme, mentre i gatti tra i Feliforme. Le differenze non si vedono solo esteriormente nel loro aspetto, ma si presentano soprattutto all’interno, a livello anatomico e metabolico.

Come funziona il metabolismo del cane

In particolare, il cane è definito come carnivoro facoltativo, in quanto capace di ottenere nutrimento anche da alimenti vegetali. Il suo intestino è più lungo rispetto ad un normale carnivoro e con alcuni enzimi, definiti amilasi e prodotti dal pancreas, è capace di digerire gli amidi presenti nei carboidrati. Queste modifiche anatomiche e metaboliche, anche rispetto al suo antenato lupo, derivano dal fenomeno della domesticazione ossia l’avvicinamento all’uomo, avvenuta circa 12.000 anni fa. 

Il gatto, carnivoro a tutti gli effetti

Il gatto viene definito carnivoro obbligato, in quanto non è capace di ottenere sufficienti nutrienti da alimenti diversi da quelli di origine animale. Sebbene anche per lui sia avvenuta una domesticazione più tardiva rispetto al cane (circa 7000 anni fa), il gatto ha mantenuto alcune delle caratteristiche tipiche del carnivoro selvatico: denti affilati per strappare la carne, intestino corto che non permette abbondanti fermentazioni dei componenti vegetali e scarsa produzione di alcuni enzimi, come le amilasi nominate sopra. Nonostante il blando adattamento con l’alimentazione offerta dall’uomo (principalmente a base di cereali e vegetali) – basti pensare alla sua capacità di digerire i croccantini per gatti i quali presentano una quota di carboidrati – il gatto necessita di nutrienti di origine animale, perché il suo organismo non ha sviluppato sufficientemente determinati meccanismi di sintesi di alcune molecole, che risultano essenziali da introdurre con la dieta. 

Bibliografia:

Linda P. Case, Leighann Daristotle, Michael G. Hayek, Melody Foess Raasch, Canine and Feline Nutrition (Third Edition), Elsevier, 2011.

AIVPA JOURNAL – Italian journal of companion animal practice – 2/2017, Adattamenti morfofunzionali dell’apparato digerente del gatto indotti dalla domesticazione

Wikipedia, canis lupus familiaris

Wikipedia, felis catus

Metodo nutrizionale

Strategie per l'assunzione dei pasti

Dare una dieta al tuo animale non è solo una questione di dosi e calcoli. L'essenziale è creare un equilibrio: dal modo in cui il tuo amico si avvicina alla ciotola, all'entusiasmo per il cibo, fino al legame speciale che si crea tra voi due.

Piani nutrizionali personalizzati

L'approccio nutrizionale e la dieta dovrebbero essere come un vestito fatto su misura: unici e personalizzati. Dopotutto, ogni cane o gatto è irripetibile, e lo stesso vale per il legame che ha con il suo padrone.

Metodo verdure circoletto

Integrazione funzionale

Sebbene gli ingredienti di una dieta siano cruciali, per ottenere certi risultati è spesso necessario introdurre integratori specifici. Questi potenziano la nutrizione, garantendo al tuo cane o gatto più energia e vigore quotidianamente.