La durata della vita dei nostri gatti, ancora di più per quelli che vivono in casa, è aumentata considerevolmente. Ma come cambiano le sue abitudini con l’aumento dell’età diventando un gatto anziano, anche la sua nutrizione deve essere rivalutata.
Quando considerare il gatto anziano
In linea temporale il gatto attraversa le seguenti fasi:
- gattino
- junior
- adulto giovane
- adulto
- adulto maturo
- senior
L’età per cui un gatto viene considerato anziano varia leggermente in base alle linee guida delle diverse associazioni: secondo quanto riportato dalla AAHA (American Animal Hospital Association) viene considerato senior un gatto dai 10 anni a salire; secondo la ISFM (International Society of feline Medicine) invece, il gatto senior viene considerato dagli 11 ai 14 anni, a cui segue una sotto categoria del “super senior”, ossia di gatti che superano i 15 anni.
Caratteristiche del gatto anziano
Chi ne possiede uno lo avrà sicuramente notato, ma il gatto anziano o senior manifesta dei cambi comportamentali ma anche fisici su cui bisogna fare attenzione.
Il gatto anziano fa difficoltà a muoversi, a saltare e sicuramente a giocare; il pelo diventa più ispido e fa difficoltà nell’auto-grooming, ossia la pulizia quotidiana di cui i gatti sono dei veri maestri; mangia con più difficoltà e dorme per più ore al giorno; infine, potrebbe portare con sé alcune problematiche date da alcune patologie tipiche della senilità.
Nutrizione per il gatto anziano
Dal punto di vista nutrizionale, bisogna tenere conto del metabolismo meno funzionale che rende la digeribilità meno efficace: si stima che il 33% dei gatti anziani riduca la sua capacità di digestione dei grassi ed il 20% riduca la capacità di assimilazione delle proteine.
La scelta dei mangimi o degli ingredienti da inserire nella dieta, dovrebbe rivolgersi verso mangimi di alta qualità con proteine ad alto valore biologico, ossia proteine nobili ricche di aminoacidi essenziali nella dieta del gatto.
Un altro importante fattore da tenere in considerazione dal punto di vista nutrizionale è l’appetito, i cui sensi del gusto e dell’olfatto fanno da supporto. Il gatto anziano riduce progressivamente questi due sensi, pertanto la dieta deve tenere in considerazione questo aspetto verso degli ingredienti ad alta capacità apetizzante. Tra questi ci sono anche i grassi saturi animali, che oltre al potere energetico che può essere utile nel compensare l’inappetenza e perdita di peso, conservano un gusto invitante per il gatto.
Il gatto anziano inoltre, presenta alcune possibili problematiche a carico del cavo orale: una dentizione meno efficiente, con possibili stomatiti ed altre infiammazioni.
Per questo l’alimento dovrebbe essere morbido e facilmente masticabile, come un mangime umido o una dieta casalinga finemente frullata.
L’alimento umido o la dieta casalinga, possono essere un valido alleato anche nella gestione della idratazione.
I gatti, anche in età più giovane, non manifestano sempre una spiccata attitudine ad idratarsi ed andrebbero monitorati, ancora di più in età avanzata.
L’idratazione è fondamentale per la funzionalità dell’organismo in generale, delle attività cerebrali e cognitive, digestive e degli organi emuntori.
Nonostante la dieta umida da preferire, consiglio sempre di invogliare il gatto a bere acqua, monitorandolo attraverso i volumi nelle ciotole o delle strategie alternative come le fontanelle.
Un gatto sano normopeso dovrebbe consumare circa dai 200 ai 250 ml di acqua al giorno, il quantitativo di un bicchiere da tavola.
Mi raccomando invece, di porre molta attenzione agli eccessi di idratazione, che possono essere un campanello d’allarme di possibili patologie renali; se noti questo tipo di abitudine, rivolgiti ad un Medico Veterinario.
Nutraceutici per il gatto anziano
Tra le strategie efficaci nella nutrizione, vengono in aiuto i nutraceutici, ossia dei composti presenti negli alimenti che svolgono una funzione benefica nell’organismo.
Quelli che ritengo più interessanti per il gatto anziano sono:
- Gli omega-3, in particolare le molecole attive EPA e DHA, sono considerati degli antinfiammatori naturali, molto utili a supporto dell’invecchiamento cellulare e anche nei casi alcuni disturbi patologici. Consiglio l’olio di krill che risulta più ricco di DHA, a maggiore supporto del sistema cognitivo del gatto anziano.
- Antiossidanti come la vitamina C ed E, aiutano a contrastare la formazione di radicali liberi.
- Vitamina B6 a supporto delle attività neuronali.
- Tra i condro protettori, i derivati dalla membrana dell’uovo, hanno un’efficacia nel supporto cartilagineo come fonte di collagene e glicosamminoglicani.
Raccomando un consulto nutrizionale con un professionista per tutte queste integrazioni, in quanto vanno valutati diversi aspetti.
Un’ultima raccomandazione
I gatti sono una delle specie più magnifiche e misteriose, ma hanno una grande capacità di nascondere molti sintomi. Consiglio quindi delle visite di controllo mediche costanti, per assicurarsi che la sua vecchiaia proceda al meglio.
BIBLIOGRAFIA
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Quimby J, Gowland S, Carney HC, et al. 2021 AAHA/AAFP Feline Life Stage Guidelines. J. Feline Med. Surg. 2021;23(3):211-233. DOI: 10.1177/1098612X21993657.
https://vetfocus.royalcanin.com/it/scientifico/la-nutrizione-nei-gatti-che-stanno-invecchiando






