Con l’aumento della scelta vegetale sulle nostre tavole, può insorgere la curiosità di chiedersi se cani e gatti possano essere anche loro vegani. La risposta purtroppo è negativa, non è possibile. Ma scopri qui sotto le motivazioni scientifiche.
Prima di iniziare con la distinzione delle due specie, va definito che sia il cane che il gatto sono dei carnivori, pertanto ottengono il glucosio (ossia l’energia che serve all’animale) principalmente dalle proteine, attraverso un percorso biochimico: la gluconeogenesi. Questo processo prevede la sintesi del glucosio da precursori diversi dai glucidi, tra cui appunto gli aminoacidi delle proteine, ma anche il glicerolo dai grassi, in particolare trigliceridi.
La glicolisi invece, processo biochimico per cui si ottiene direttamente il glucosio e quindi energia dai carboidrati, è utile per ottenere energia di primo utilizzo ed evitare che tutte le proteine vengano convertite solo in energia; infatti queste hanno anche molte altre funzioni, tra cui quella strutturale.
Ma come anticipato poche righe sopra, i carnivori sanno sfruttare molto meglio il primo processo per ottenere energia, perciò nella loro dieta è fondamentale la presenza di proteine di origine animale.
Prendiamo in considerazione una specie alla volta, per valutare se cani e gatti possano diventare vegani, cominciando proprio dal cane.
Il cane
Il cane (Canis lupus) è una specie definita dal punto di vista nutrizionale come carnivoro facoltativo o non obbligato; questo significa che riesce a trarre dalla dieta i macro e micro nutrienti necessari anche dai derivati animali, vegetali e cereali.
Questa classificazione deriva dal processo di domesticazione, ossia di avvicinamento all’uomo, nel cane avvenuta circa 12 000 anni fa; l’uomo offriva al cane anche cereali, pertanto ha sviluppato nel tempo una tolleranza e digeribilità a tali alimenti, grazie allo sviluppo di particolari enzimi chiamati amilasi.
Ha altre particolari caratteristiche organiche, che gli permettono di sintetizzare utili molecole:
- Converte il beta carotene presente nei vegetali, come le carote, in vitamina A
- Converte l’acido linoleico, normalmente presente in tutti gli oli vegetali, in acido arachidonico
- Riesce a soddisfare i fabbisogni di taurina grazie all’utilizzo di aminoacidi (cisteina e metionina) provenienti dai legumi e cereali
Nonostante tutte queste caratteristiche, il cane rimane un carnivoro, pertanto l’alimentazione a lui più adeguata e affine si deve basare sul consumo di una quota di carne.
A supporto di determinate problematiche patologiche e sotto stretto supporto del nutrizionista, si può ragionare su una dieta vegetariana e non vegana per il cane; a base di uova, formaggi magri e derivati vegetali tra cui i legumi ed il tofu.
Il gatto
Il gatto domestico (Felis catus) è invece una specie definita dal punto di vista nutrizionale come carnivora obbligata. Si intende perciò che il gatto per poter sopravvivere ha bisogno della presenza di carne e derivati animali nella sua dieta.
Anche per lui è avvenuta la domesticazione con l’uomo, ma in un periodo più tardivo (circa 7000 anni fa) ed è sempre stato considerato un carnivoro dall’uomo, che offriva al gatto frattaglie oppure lo ingaggiava per combattere le infestazioni di topi nelle cantine o depositi.
Infatti il gatto è il cacciatore per antonomasia ed ecco una curiosità: il topolino è la preda prediletta dal gatto e la consuma tutta. Questo gli permette di prendere tutti i nutrienti necessari al suo benessere e quindi l’energia per affrontare la giornata.
I predatori a livello trofico, ossia a livello della scala alimentare presente in natura, si trovano all’apice, pertanto nella preda ritrovano tutti i nutrienti necessari, in quanto il gatto incapace di sintetizzare alcune molecole ed enzimi fondamentali per la sua sopravvivenza.
La taurina è una di queste molecole fondamentali, senza di essa il gatto non potrebbe sopravvivere e si trova prettamente nella carne e pesce.
In conclusione, per il gatto è impossibile sostenere una dieta vegana, così come anche una vegetariana.
BIBLIOGRAFIA
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